Nel corso dei secoli il cognome Fortebracci (Fortebraccio) oltre a giungere ad oggi come in origine conosciuto, ha avuto nel contempo mutamenti, scindendosi sia
in forma singolare che plurale o acquisendo la preposizione “Di” o antecedendo "De", come parte integrante del cognome stesso ( Bracci – Di Bracci – De Bracci, ecc.).
Dell'antica Famiglia nobile, cognomizzata indifferentemente Bracci, De Bracci o Braccio (dai Fortebracci), originaria della Toscana, si individuano tracce a Pisa e Firenze, fin da XIV secolo, in epoca successiva anche a Lucca.
Troviamo, nelle "Cronache Fiorentine"
del XV secolo, Alessando:
" ... v'é in Firenze la Nobile Famiglia Bracci, descendente da Alessandro Bracci, ... letterato famoso del tempo suo...".
Alessandro Bracci, discendente dal ramo di Braccio de Bracci, in Firenze, ebbe possesso del Palazzo Neroni, Famiglia nobile, fedele ai Medici, fin quando
Diotisalvi Neroni non complottò contro i Signori di Firenze.
Per il complottò Piero de' Medici ne decretò l'esilio e tutta la Famiglia Neroni accusata con lui, compreso l'Arcivescovo Giovanni Neroni, al quale fu confiscato il Palazzo, poi acquistato da
Alessandro Bracci.
Il Palazzo Neroni restò di proprietà della Famiglia Bracci sino ai primi dell'800, quando alcuni rovesci finanziari costrinsero Ser Arrigo Bracci a venderlo.
Nel 1987 il Palazzo Neroni fu acquistato in una compravendita, per prelazione, dallo Stato Italiano.
Oggi è sede della Sovrintendenza archivistica della Toscana e si trova sul retro di Palazzo Vecchio.
Dipinto dell'albero genealogico da Andrea Fortebracci fino ai rami dei Bracci vissuti nell'800
Stemma dei nobili Bracci di Santa Maria a Monte
L'adozione di Pipino tramite l'atto del taglio dei capelli davanti al Re adottivo Liutprando
Un altro ramo della famiglia Bracci è presente a Roma con l’architetto Mario Bracci - Devoti. Lo stesso è riuscito a ripercorrere le tappe genealogiche della sua
antica famiglia notabile dal capostipide Brachius (nipote del condottiero Andrea Fortebracci).
Oddo Fortebracci (figlio di Andrea) ed
Elisabetta Trinci (di Foligno) ebbero un figlio maschio a cui venne dato il “NOME” Braccio ( Brachius, alias Bracciu).
Braccio non prese il cognome del nonno ma quello della famiglia dopo l'uccisione del padre. Elisabetta fuggì dopo la morte del marito nascondendosi in un convento sui monti di Cascia 1425 di
pertinenza dell'abbazia di Sassovivo fondata dalla sua famiglia.
Mario Bracci-Devoti ripercorrendo le tappe, ha trovato la prima traccia documentata di Braccio (alias Bracciu) a San Giorgio di Cascia 1447, abitante in una masseria fortificata detta "casa
di Braccio" (di cui i Trinci erano signori) e da lì Il figlio Bartolomeo Bracci 1469, (prendendo il nome dal conte Bartolomeo Trinci ucciso a tradimento nel 1421, data la forte amicizia tra
le famiglie), da cui Agostino Domenico dei Bracci 1553, Bartolomeo Bracci 1640 che si trasferì a Roma con il figlio Pietro sotto la protezione del cardinale Poli suo conterraneo. Il figlio
Bartolomeo Cesare che abitò a palazzo Lante a Sant'Eustachio. Il figlio Pietro (1700-1773) massimo scultore romano, ultimo affidatario all’esecuzione scultorea della Fontana di Trevi (terminò l’opera dopo anni
coadiuvato da Virgilio). Il figlio Virgilio (1748-1815) architetto principe del consiglio del buon governo. Il figlio Emilio alto funzionario vaticano. Il figlio Luigi Nicola avvocato dello
Zar presso il vaticano, cavaliere di prima classe dell'ordine di Sant'Anna. Il figlio Costantino Bracci-Devoti cavaliere della corona d'Italia e dell'ordine dei SS Maurizio e Lazzaro. Il
figlio Carlo alto funzionario del ministero dell'aeronautica. Il figlio Mario Bracci-Devoti. (vedi l'albero genealogico).
Quest’ultimo è risalito anche agli stemmi di famiglia che nelle ultime generazioni erano stati diversificati da quello dell’avo rappresentante il braccio nudo destrocherio a pugno chiuso. Suo
nonno aveva scelto il braccio nudo armato di clava; in quello della zia armato di scimitarra; suo padre invece lo armò e aggiunse una spada. Altri rami lo diversificarono
ulteriormente.
Abbazia di Sassovivo - Foligno
Il chiostro interno dell'Abbazia
Palazzo Bracci -" Casa di Goethe"
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