La discendenza di Sua Eccellenza Cav. Paolo Bracci, Conte di Pontedera è da
attribuirsi a Andrea Fortebracci, condottiero italiano, (nato in Perugia, 1 luglio 1368 e morto a L’Aquila 5 giugno 1424) che con le sue imprese fu il più vicino a creare uno Stato dell’Italia
centrale nel XV secolo.
Andrea Fortebracci, conosciuto anche come Braccio di Montone (Andrea Fortebraccio,
Braccio da Perugia, Andrea di Montone, Braccio Fortebraccio, Braccio Forte) di Perugia, per le sue campagne militari acquisì numerosi titoli nobiliari.
Fu Principe di Capua, Gran Connestabile del Regno di Napoli, Governatore di Bologna,
Rettore di Roma, Conte di Montone e di Foggia, Signore di Perugia, Todi, Rieti, Narni, Terni, Città della Pieve, Montecassiano, Spello, Nocera Umbra, Sassoferrato, Jesi, Orte, Orvieto, Assisi,
Città di Castello, Spoleto, Arcevia, Cingoli.
Il corpo di Andrea Fortebracci fu tumulato nella Chiesa di San Francesco al Prato di
Perugia.
In internet vi è numeroso materiale storico sulla vita e le imprese di Andrea
Fortebracci.
Vedasi la sua biografia su Wikipedia, o altri cenni sul sito.
Interessante è il manoscritto intitolato “Lettera Istorico-genealogica della
famiglia Fortebracci da Montone”, scritto nel 1689 da Giovanni Vincenzo Giobbi Fortebracci, inviato all’Illustriss. Monsig. Giacomo Marchese Giandemaria, scaricabile anche
dal sito.
Ricerche araldiche effettuate da altre ramificazioni dei Conti Bracci in Italia,
sono riuscite a risalire la linea di discendenza dell’albero genealogico della famiglia Fortebracci, conducendoli al noto condottiero Carlo Magno (nato il 2 aprile 742 e morto a Aquisgrana il 28
gennaio 814).
Carlo Magno (o Carlomagno) fu Re dei Franchi e dei Longobardi e Imperatore del Sacro
Romano Impero.
Grazie a una serie di fortunate campagne militari allargò il Regno dei Franchi fino
a comprendere una vasta parte dell’Europa occidentale. La notte di Natale dell’800 papa
Leone III lo incoronò Imperatore, fondando l’Impero carolingio.
Vedasi la sua biografia su Wikipedia .
Braccio Fortebraccio
Chiesa di San Francesco al Prato,
luogo di sepoltura di Fortebraccio
Re Desiderio, di origine bresciana, duca di Tuscia, succedette nel regno ad
Astolfo (dicembre 756), in contesa con Rachis e col favore di papa Stefano II, con la promessa di restituire al pontefice alcune città dell'Esarcato e della Pentapoli.
Nella città di Perugia troviamo numerose testimonianze del nobile condottiero, come
ad esempio “La Loggia di Braccio Fortebracci” in Piazza IV Novembre, in fondo al fianco sinistro della Cattedrale. Nel 1423 Fortebracci, signore di Perugia, la fece costruire appunto per
continuare il fianco della Cattedrale, verso la piazza, con il vicino palazzo dei Consoli. La loggia è costituita da quattro archi, uno dei quali parzialmente chiuso, poggiati su dei pilastri
ottagonali: sotto la prima arcata sono visibili i resti del campanile dodecagonale addossato alla primitiva Cattedrale (dedicata a Sant'Ercolano) ed abbattuto nel XIV secolo. Sotto la seconda
arcata è posta la famosa Pietra della Giustizia, sulla quale vi è un’iscrizione che testimonia l'estinzione del debito pubblico risalente al 1233; sul fondo è visibile un tratto di mura in
blocchi squadrati di travertino, probabilmente connesso all'organizzazione del foro antico.
Nel Palazzo dei Priori, precisamente nella “Sala dei Notari”, sul muro sovrastante
il tavolo dei relatori, nella parte centrale, possiamo ammirare l’affresco dello stemma di battaglia di Andrea Fortebracci ( il vessillo con la testa di montone); inoltre le sue imprese sono
testimoniate nella sala della Congregazione Governativa (ora sala n°18 della Galleria Nazionale) da un ciclo di quattro affreschi (databili tra il 1545 e il 1548) dipinti da Tommaso di Arcangelo
di Bernabeo detto il Papacello o Tommaso da Cortona (1505-1559).
Nella successiva biografia sul pittore viene ribadita la sua paternità del ciclo.
L'intera decorazione si suddivide in quattro eventi di vita di Braccio Fortebracci. Ogni affresco comprende alle estremità due o quattro guerrieri e altrettanti putti: nel primo, egli prende da
Giovanni XXIII il bastone di comando dell'esercito pontificio; nel secondo Braccio incoronato Principe di Capua da Corrado Trinci nel 1423; nel terzo abbiamo la Dedizione di Perugia nel 1416; nel
quarto la Battaglia dell'Aquila (1444). Nel Palazzo dei Priori vi è un’ulteriore affresco eseguito da Tommaso da Cortona, che raffigura la morte del nobile condottiero, il quale viene ricordato
nel tempo come un personaggio audace, impetuoso, astuto e ambizioso, tanto che il Manzoni fa dire a Niccolò Piccinino nella sua celebre tragedia “Il conte di Carmagnola” (edita nel 1816):
“per tutto ancora con maraviglia e con terror si noma”
L'affresco della morte del condottiero
La loggia di Braccio Fortebracci
Palazzo dei Priori
L'affresco nella Sala dei Notari
Primo degli eventi di vita
Terzo degli eventi di vita
Secondo degli eventi di vita
Quarto degli eventi di vita
Nel giugno 1433 Niccolò Fortebracci (Fortebraccio) della Stella (dal cognome della
madre) detto anche “Il Piccinino / Il Vecchio”, capitano di ventura e nipote del condottiero Andrea Fortebracci, con l’aiuto e
l’alleanza del genero Antonio Gambacorta, Conte di Pontedera, detto Antonio da Pontedera o Antonio da Pisa (vedi le gesta complete), occupò per un breve tempo il ponte
Nomentano, uno dei più famosi ponti di Roma sopra il fiume Aniene, attraversato
dalla via Nomentana nel quartiere Monte Sacro, assoldati da Filippo Maria Visconti.
L’alleanza tra Niccolò e Antonio ebbe breve durata e i due condottieri vennero
presto ad aperto dissidio e scontro.
Le scritture riportano che al Visconti fu riferito che Antonio intendeva “tagliare a
peze” il Fortebracci, ed egli il 10 ottobre 1433, ne scrisse a Niccolò, invitandolo a provvedere, ma senza apertamente fargli male.
Certo è che già nel dicembre del 1433, Antonio, andando a militare nell’esercito
nemico pontificio affrontò direttamente in uno scontro presso Tivoli (gennaio 1434) il Fortebracci, riuscendo a ferirlo con una lancia.
Dopo altre serie di eventi e cambiamenti di milizia Antonio Conte di Pontedera, il
15 ( o 16) maggio 1436, a Piperno fu sconfitto e catturato dalle truppe di Giovanni Vitelleschi insieme con due nipoti Giacomo e Giovanni di Mariano da Pontedera e per ordine del Vitelleschi,
impiccato ad un olivo tre giorni dopo (vedi l'articolo ).
Quasi Re. Vita di Braccio Fortebraccio
Biografia di Fortebraccio di G. Campano
Lo stato della chiesa al tempo di Braccio
Arte militare e le armi al tempo di Braccio
Nel 1565 Pontedera, dopo essere stata per lungo tempo sotto la giurisdizione di
Cascina, acquista una sua propria competenza giurisdizionale estesa al territorio di Ponsacco e Camugliano, Calcinaia, Gello, Montecastello, Pozzale.
Il 23 settembre 1637 Ferdinando II dei Medici, istituendo il marchesato di Ponsacco
e Camugliano concesso a Filippo Niccolini elimina così la podesteria di Pontedera su questo comune. Nel 1771 la podesteria ebbe sede definitiva a Pontedera ed ebbe il grado di
maggiore.
Ma successivamente, un motuproprio del 6 settembre 1783 provvide ad eleggere
Pontedera come sede di Vicariato maggiore con giurisdizione civile e criminale nel proprio territorio (compresa Cascina) e in quello della Podesteria di Palaia. Con la riforma del 12 giugno 1784
Pontedera fu eletta sede di vicariato con giurisdizione civile e criminale sopra il proprio territorio e solo criminale sulla podesteria di Palaia.
Il 24 ottobre 1790 venne soppresso il feudo di Ponsacco e Camugliano e inglobato a
Pontedera. Il marchese Niccolini rinunciò spontaneamente all'amministrazione del feudo tornado quindi ad essere amministrata dal vicario regio di Pontedera. Il feudo era ereditario e quindi non
cessò di esistere fino alla dominazione francese nel 1808. Tale soppressione fu confermata dai Lorena nel 1814.
La contea di Pontedera nel periodo dell’Impero Napoleonico è stata sotto le
dipendenze della Principessa, Granduchessa di Toscana, Maria Anna Bonaparte detta Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone.
Napoleone durante tale periodo, fece costruire un ponte sul fiume Era, tuttora
funzionale.
Ad oggi, la contea è assegnata quale feudo nominale a Sua Altezza Paolo Bracci,
Conte di Pontedera, Cavaliere della Guardia d’Onore dell’Imperatore, dell’Ordine Cavalleresco Militare della Corona di Ferro (creato da Napoleone Bonaparte).
Leggi la storia completa di Pontedera.
Studiosi e ricercatori asseriscono che dell’elite che ha governato e governa nel
mondo ha una cosiddetta linea di sangue che ha origini dagli antichi Faraoni (vedi lista), incluso Ramsete II (1295-1228 A.C.), passando dai i Merovingi e nella fattispecie da Carlo Magno.
La prima connessione a questa linea di sangue dopo Ramsete II è Filippo il Macedone (382-336 A.C.), il quale sposò Olimpia, e il cui figlio era Alessandro il Grande (356-323 A.C.).
Da questa linea di sangue discende la mitica Regina Cleopatra (69-30 A.C.), amante del grande Giulio Cesare con cui ebbe un figlio, Tolomeo Cesare o Cesarione.
E Cleopatra diede alla luce anche due gemelli, figli del
grande Marco Antonio. Questa linea di sangue continua poi con Erode il Grande e prosegue con la Famiglia Romana Piso, per arrivare all’Imperatore Romano Costantino il Grande, fondatore del Cristianesimo.
Più avanti nel tempo troviamo Re Ferdinando di Spagna e la Regina Isabella di Castiglia, sponsor di Cristoforo Colombo.
Inoltre, la versione più usata e letta della Bibbia (Bibbia di Re Giacomo), fu
commissionata e sponsorizzata da un altro ramo di questa linea di sangue, appunto Re Giacomo I d’Inghilterra.
La linea di sangue di Re Giacomo, secondo i documenti, ci riporta indietro fino al
1550 A.C. e include molti Faraoni egizi, tra cui Ramsete II.
Anche l’ex premier inglese David Cameron risulta cugino di V grado della attuale Regina Elisabetta II, la quale a sua volta, è discendente diretta della stirpe dei Cesari. Questa linea di sangue si spostò poi verso la Francia e il Nord Europa.
Anche i Windsor discendono dai Merovingi, il più celebre: Carlo Magno, e anche molti Re francesi tra cui Luigi XIV, XV, e XVI. Quest’ultimo sposò Maria Antonietta che proveniva dalla stessa linea di sangue.
I Merovingi sono anche imparentati con i Medici in Italia, e Caterina de’ Medici fu regina di Francia fino al 1589, con gli Asburgo e i Plantageneti e quindi con tutti i susseguenti reali inglesi.
Fonti genealogiche hanno mostrato eccellenti discendenti di questa linea di sangue
nelle persone dei Presidenti USA fin dalla guerra d’indipendenza, da George Washington ai tre Bush.
La New England Historical Genealogical Society mostra che 33 presidenti fino
a Bill Clinton sono imparentati con Carlo Magno e 19 sono imparentati con Re Edoardo III d’Inghilterra, attraverso la linea di sangue dei Merovingi.
Infine, nella stessa linea di discendenza, troviamo iscritti
anche Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone, il Kaiser Guglielmo e Massimiliano d’Asburgo, Re Carlos di Spagna e le famiglie reali di Olanda, Svezia e Danimarca.
La famiglia Windsor
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